Cavita Nervoso, Icaro Sfortunata. Anche Moreno Avrebbe Arbitrato Meglio

Un match fuori dal comune, una gara che non ti aspetti, un confronto che finora non si era mai visto nel girone dei giallorossi sino ad ora: queste le poche parole che basterebbero a descrivere la sfida disputata tra Cavita e Icaro, valevole per la 6a giornata del girone C della Serie D di Calcio a 5.

Di certo, a rimanere nel generico, si rischierebbe di lasciare immaginare una partita di grande spettacolo. Eppure non è stato così.

Tra i principali protagonisti impegnati a rovinarla un arbitro a dir poco scandaloso in primis, mai in partita e ingrato nei confronti dell’una e dell’altra squadra, e a seguire una squadra i padroni di casa – che definire nervosa e scorretta è fin troppo onesto ed elegante.

L’Icaro, colpita ancora da numerose assenze, è scesa in campo per l’ennesima giornata acciaccata e priva di qualche elemento in più sicuramente utile per un rinnovo di energie a parita in corso; si spera nel recupero dell’intero organico per il rientro dopo la pausa natalizia.

Il Cavita, dalla sua, ha sentito fortemente il fattore campo e la necessità di dover fare punti, sicuramente fondamentali per la classifica ma soprattutto per il morale di tutto il gruppo: il nervosismo non ha tardato a manifestarsi imponente sin dai primi minuti di gioco, quando ancora le squadre erano in fase di studio, cercando di trovare spazi solo nelle rare occasioni che potevano presentarsi.

L’atteggiamento di nervosismo della squadra di casa non è stato certo aiutato dalla direzione arbitrale, tutt’altro che impeccabile; il direttore di gara ha probabilmente preso troppo sul serio il suo ruolo ed è stato in grado, se mai ce ne fosse stato bisogno, di innervosire ulteriormente i giocatori del Cavita con ammonizioni inutili per proteste certamente non troppo esagerate.

Ed è così che il nervosismo limitato a scaramuccie tra gli stessi compagni di squadra (un elemento ha perfino abbandonato la gara anzitempo di spontanea volontà) si è allargato ad interventi eccessivamente vigorosi, spesso e volentieri fuori tempo e, tal volta, persino volontari, atti non solo a fermare l’azione ma ad intimorire un avversario troppo pressante.

Nonostante il buon primo tempo disputato e chiuso in vantaggio grazie ad un ottimo uno-due finalizzato da Piterà, il Cavita è riuscito a perdere la testa: nel momento in cui i cartellini dovevano essere tolti fuori, però, l’arbitro ha pensato bene di rovinare ancora di più la sua disastrosa direzione e continuare ad interpretare regole su regole, quasi fosse autore lui stesso di un personale regolamento da dover rispettare durante la gara, con i giocatori obbligati ad adattarsi.

L’ottimo inizio di ripresa non è bastato all’Icaro per portare a casa punti importanti per chiudere al meglio prima del riposo: dopo l’1 a 1 di Mazziotti è arrivato, infatti, il gol beffa del Cavita, piuttosto fortunoso, causato da una deviazione che ha spiazzato il solito impeccabile ultimo uomo giallorosso, Mario Zavaglia.

Onore e merito al Cavita per il cinismo e la voglia di portare a casa il risultato incerto fino alla fine, nonostante abbia fatto di tutto per cercare di rovinare una partita.

Onore e merito ancor più grande all’Icaro per aver saputo mantenere nervi saldi e atteggiamento di indifferenza nei confronti degli avversari sino alla fine: vedere un po’ più di sportività in campo – l’Icaro in questo è un grande esempio – non porterebbe sicuramente alla vittoria del girone ma, di certo, non farebbe male a nessuno.

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