Icaro 2010: Un Mosaico di Gaudì

Il Mosaico di Gaudì di Gigi Strada

Un viaggio qualcosa ti deve smuovere, intendo dire qualcosa a livello cerebrale, sennò che viaggio è?

Dall’esterno ci hanno definiti un “Mosaico di Gaudì” che forse rende l’idea per l’eterogeneità del gruppo, perché Gaudì nei mosaici ci metteva qualsiasi pezzo di qualsiasi cosa trovasse: vetri, pietre, metallo, etc.

E nella eterogeneità dei materiali riusciva a trovare comunque armonia, strana, incasinata, mischiata, come una specie di banda musicale che con strumenti di fortuna riesce a fare comunque una buona musica.

Lì per lì chiunque vedeva il Mosaico di Gaudì rimaneva perplesso, spiazzato, lo vedeva strano, non gli piaceva tanto, però dopo un po’ qualcuno rifletteva su cosa avesse visto e cercava di spiegarlo a qualcun altro che ancora non aveva riflettuto o comunque non l’aveva visto fino in fondo, così gli spiegava che tutto sommato c’era qualcosa di armonioso, che usciva dalla solita normalità di tutti i giorni, che forse era tutto sommato passibile, addirittura bello, perché lo faceva sorridere la prima volta e poi, se un po’ si lasciava andare, la seconda volta lo faceva ridere, e così, continuando a lasciarsi andare, la terza volta poteva ridere a crepapelle come non aveva mai riso.

Così lui si sentiva felice e forse guardava la vita con un sorriso in più, un po’ meno la vedeva problematica, o almeno i problemi li rinviava al domani.

Non so se mi sono perso ma comunque è così che la penso; e poi è inutile parlare di ognuno di noi, è il gruppo la marcia in più… “il Mosaico”.

Comunque è la seconda notte che mi corico con la scena di Massimo Mancuso con la damigiana in mano che salta per colpire di testa il pallone, ed il pallone prende un po’ la testa, un po’ la mano, e un po’ la damigiana, mentre l’inglese protesta con l’arbitro perché una cosa così non l’aveva mai vista ma noi gli abbiamo spiegato (in inglese) che era inutile protestare perché una cosa così neanche noi l’avevamo mai vista.

Grazie Massimo di esserci così come sei.

E poi che dire a Roberto che mentre mi saluta a Lamezia al ritorno quando stanno andando tutti via mi ringrazia per tutto quello che ho fatto nei due anni.

Roberto, io non ho fatto proprio niente, sono stato bene con voi e sono io che vi ringrazio e tu sei un Signore con la S maiuscola, per tutto quello che hai fatto tu per noi.

Gigi Strada (uno di voi)

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