Le pagelle di Peppe Aiello su Icaro – Tegola Canadese 4a giornata

ICARO: VOTO 4

E’ difficile riuscire a trovare le giuste parole per esprimere un giudizio che possa il più possibile essere attinente alla prestazione di sabato, tuttavia proverò ad esprimere qualche concetto senza cadere nella retorica, partendo dal presupposto che ritengo sia corretto attribuire un unico voto a tutta la squadra piuttosto che infierire su ogni singolo elemento.

Sabato sera, rientrando a casa dopo lo “splendido match”, ho improvvisamente avvertito un dolore lancinante allo stomaco: inizialmente non riuscivo a capire a cosa potesse essere collegato, non avendo partecipato ad alcun festino con i membri dell’Icaro nei giorni precedenti, poi un’illuminazione: è stata la visione della partita.

Cinquanta minuti vissuti intensamente: appena provavo a distrarmi un attimo, subito il fratello del presidente a richiamarmi con una semplice parola: Gol! 1,2,3,4,5,6,7 volte… Era diventato un incubo.

Una difesa irriconoscibile, sembravano birilli impazziiti di fronte a palle da bowling di 45 chili ciascuna (se solo si fosse utilizzata un po’ di forza in più, magari ricorrendo anche a qualche falletto ben assestato invece di puntare a diventare la squadra far play…), un attacco quasi mai pericoloso (se anche il bomber invece di centrare la porta colpisce in pieno i lastroni del palazzetto frantumandoli in mille pezzi per la gioia del custode allora siglare una rete comincia ad essere un’impresa).

Nulla che filasse per il verso giusto.

Ed il risultato è stato sotto gli occhi di tutti… una disfatta.

MA…c’è un grosso MA…

A fine partita l’animo della squadra non era stato intaccato dalla sciagurata prestazione. Consci dell’essere stati la causa del mio dolore di stomaco, gli Icaro Boys erano pronti a scherzare come prima, a riflettare sugli errori, sullo sbagliato approccio alla partita che inevitabilmente ha condizionato tutta la prosecuzione del match. E’ vero, anche con la migliore prestazione difficilmente, contro quella che probabilemente è la rivelazione del torneo, si sarebbe riusciti ad ottenere qualche punto, ma si può e si deve perdere diversamente: servirà da lezione per le prossime partite contro avversari dello stesso calibro.

L’entusiasmo negli spogliatoi è un sintomo di come questa squadra sia unita, ma questa unione non deve essere l’appiglio per giustificarsi dopo una partita sbagliata sotto tanti punti di vista: non bisogna partire sconfitti contro nessun avversario, ma  l’entusiasmo deve essere il punto fermo per migliorarsi allenamento dopo allenamento.

Al presidente, alla dirigenza, all’allenatore ed ai giocatori il compito di riscattarsi prontamente: lo devono alla tifoseria tutta e soprattutto… lo devono al mio stomaco.

Peppe Aiello

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *